Fagottini

Si preparavano spesso a Natale, perché realizzati con la stessa pasta delle cartellate.
Derivano probabilmente da un dolce introdotto in Puglia dagli Arabi tra il IX e il X secolo. Tracce dei calzoni, sono presenti nella tradizione gastronomica popolare di tutte le aree dell'Italia meridionale e della Toscana soggette alle incursioni saracene.
In Puglia, si sono arricchiti con l'aggiunta di prodotti tipici locali che ne hanno diversificato i gusti. Ne abbiamo di salati, imbottiti di formaggio, latticini, verdure, peperoncino; o dolci, ripieni di mandorle tritate o delle marmellate più diverse.

TIPO
Q.TA'
CONFEZIONE
all'albicocca gr.300 Cart.16 vass.
all'amarena gr.300 Cart.16 vass.
al cioccolato gr.300 Cart.16 vass.
  kg.3 Cartone

 

       
  Tarallucci e Mezzani zuccherati

Si approntavano per Pasqua e, in generale, per le più importanti ricorrenze familiari: matrimoni, battesimi, comunioni.
I tarallucci, inalcune zone della Terra di Bari, sono detti familiarmente occhi di S. Lucia.
Il giorno del Venerdì Santo, gruppi di bambini vocianti erano soliti seguire la processione dei Misteri brandendo spade in legno a mo' degli sgherri che scortavano Gesù nella via crucis. Come cintura, questi simpatici monelli avevano una corda alla quale erano inanellati i tarallucci, che essi sgranocchiavano durante il percorso.
 
TARALLUCCI ZUCCHERATI

Q.TA'
CONFEZIONE
gr.350 Cart.20 pezzi
kg.10 Bustone

MEZZANI ZUCCHERATI
(taralli all'uovo zuccherati)

Q.TA'
CONFEZIONE
gr.350 Cart.20 pezzi
kg.7 Cartone
       
 

Tondini e Mezzani
Quando biscotti ancora non esistevano o non ce li si poteva permettere, chi aveva bambini preparava in casa questi semplici dolci. Si realizzavano tondi, servendosi di un bicchiere, a foggia di stella, o di svariate altre forme. Oltre a gustarli inzuppati nel latte o, più poveramente, in acqua, i bambini li portavano in cartella quando andavano a scuola.

Come si gustano
Chi vuole, può ancora apprezzarne gusto e fragranza imbibendoli in acqua e, ma solo per i consumatori più grandi!, nel vino. Sono sicuramente validi e più naturali sostituti dei biscotti per colazioni o merende a base di latte, per ripartire in modo sano e naturale.

 
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Cartellate
Il nome sembra derivare dal loro aspetto ricurvo, incartellato, sinonimo volgare di "incartocciato". E questi dolci si presentano appunto incartocciati con forma arabesca. La loro origine sembra risalire al culto greco di Demetra, in onore della quale si preparava il ciceone, un intruglio di farina, vino e miele, con il quale le carteddate paiono avere molti elementi in comune. Non ultima, quella di essere offerta primiziale alla divinità per ringraziarla dei buoni raccolti. Dunque, un dolce tipicamente contadino, divenuto protagonista delle festività natalizie. Si possono cuocere al forno, ricoprendole successivamente di vincotto, sciroppo preparato con vino dolce passito e fichi, e cospargendole di cannella. O possono essere fritte in padella e guarnite di miele, con una spolverata finale di zucchero cannellato.

Come si gustano
Granai del Sud offre entrambe le varianti della ricetta, preparate con ingredienti locali. Cartellate al vin cotto e, specialità più moderna, al miele, nella varietà millefiori proveniente dalle colline punteggiate di trulli della Valle d'Itria.

 
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